Italica ver-gogna


La vicenda dell’asilo di Pistoia, anche per chi non ha due gemelli in età nido come il sottoscritto, non può che suscitare disagio, rabbia, indignazione. Alla notizia, già pesante come un macigno, i media hanno ritenuto opportuno aggiungere i filmati in chiaro raccolti dalle forze dell’ordine.

Confesso: non ho guardato il video e non lo guarderò. Quando ne ho visto un fotogramma pubblicato su corriere.it la mia mente è andata prima ai piccoli, poi ai genitori, quindi alla domanda: perché? Perché pubblicarlo? Quale utilità per il c.d. diritto all’informazione può avere?

Ho sfogliato la Carta di Treviso:

L’Ordine dei giornalisti e Fnsi, nella convinzione che l’informazione debba ispirarsi al rispetto dei principi e dei valori su cui si radica la nostra Carta costituzionale (…) dichiarano di assumere i principi ribaditi nella Convenzione Onu del 1989 sui diritti del bambino e nelle Convenzioni europee che trattano della materia, prevedendo le cautele per garantire l’armonico sviluppo delle personalità dei minori in relazione alla loro vita e al loro processo di maturazione, ed in particolare (…) che in tutte le azioni riguardanti i minori deve costituire oggetto di primaria considerazione “il maggiore interesse del bambino” e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati; (…)

Ho poi aperto la Bibbia:

“ … chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.” (Matteo, 18,1)

… e fatto la visita quotidiana al sito del Garante privacy:

Non si possono diffondere scene di maltrattamenti su minori se non oscurando in modo adeguato i volti dei bambini. La doverosa informazione rispetto a gravi episodi di cronaca non può tradursi in una inutile e dannosa esposizione delle vittime.

L’Autorità Garante, rilevando che alcune testate televisive nel diffondere il video sul caso dell’asilo di Pistoia non hanno rispettato i principi fissati dalla Carta di Treviso e dal codice deontologico dei giornalisti, richiama i mezzi di informazione, in particolare i responsabili dei Tg e dei siti internet, a oscurare in modo efficace i volti dei bambini oggetto di maltrattamenti.

In caso di mancato rispetto di tali principi, l’Autorità si riserva di adottare provvedimenti di sua competenza.

Roma, 4 dicembre 2009

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