Geolocalizzazione dei dipendenti e centrali rischi: i paletti del Garante

Nell’ultima Newsletter dell’anno, il Garante interviene in settori particolarmente delicati e teatro di numerose violazioni della normativa: il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori e la delicatissima questione delle informazioni trattate dalle centrali rischi.

Vediamo nel dettaglio…


No all’uso di sistemi di geolocalizzazione dei lavoratori senza l’accordo dei sindacati o l’autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro.

Il Garante per la privacy ha bloccato il trattamento dei dati effettuato da una società altoatesina che raccoglieva dati sui propri dipendenti tramite l’installazione di impianti Gps su alcuni veicoli aziendali. Il provvedimento dell’Autorità è stato adottato in seguito alla segnalazione di alcuni lavoratori che si lamentavano di essere controllati mentre si recavano presso i clienti per attività di assistenza regolarmente programmate. Il sistema di geolocalizzazione installato dalla società era in grado di rivelare informazioni sui percorsi seguiti, sulle soste effettuate o sulla velocità degli spostamenti del personale.

Il Garante ha ricordato che, in base allo Statuto dei lavoratori, l’installazione di apparecchiature che possano comportare il controllo a distanza dei dipendenti è possibile solo previo accordo dei sindacati o con l’autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro. Nel corso dell’istruttoria è invece emerso che tali procedure non erano state rispettate.

L’Autorità (relatore del provvedimento Mauro Paissan) ha quindi disposto il blocco di ogni ulteriore trattamento dei dati personali riferiti ai lavoratori effettuato tramite tali strumenti di localizzazione. Nel caso in cui l’ Ufficio provinciale del lavoro dovesse in futuro autorizzare l’utilizzo di sistemi di controllo via Gps, la società dovrà comunque provvedere a notificare al Garante il trattamento dei dati personali così raccolti e dovrà individuare specifici incaricati del trattamento legittimati ad accedere alle informazioni acquisite.

Centrali rischi e garanzie per i consumatori

L’iscrizione nei Sistemi di informazioni creditizie (Sic) di una posizione debitoria è lecita solo se ne è stato dato preavviso al consumatore che ha chiesto il finanziamento. I dati presenti nei Sic, le banche dati contenenti informazioni sull’affidabilità finanziaria delle persone che una volta si chiamavano “centrali rischi” private, devono comunque essere sempre corretti ed aggiornati.

Lo ha ribadito il Garante che ha fatto cancellare da un Sic i dati relativi ad un finanziamento chiesto da un cittadino. L’interessato, al momento di richiedere un mutuo ipotecario, aveva infatti scoperto di essere stato iscritto, a sua insaputa, come cattivo pagatore da una finanziaria dalla quale aveva in passato ricevuto un prestito.

Nel corso dell’istruttoria la finanziaria ha sostenuto che l’iscrizione dell’interessato per una “sofferenza realmente esistita e mai sanata” era stata determinata dal fatto che il cliente aveva corrisposto solo trentacinque rate su trentasei previste dal piano di restituzione. Il beneficiario del finanziamento, invece, ha potuto dimostrare di aver pagato tutte le rate previste, delle quali una, presumibilmente per errore, non era stata registrata dalla finanziaria.

E’ emerso, inoltre, che nonostante il finanziamento si fosse estinto già nel febbraio 2003, l’annotazione nei sistemi di informazioni creditizie risultava avvenuta solo nel luglio 2008 e che, nel periodo intercorso, il cliente non aveva ricevuto alcun sollecito per presunti ritardi nei pagamenti, né alcun preavviso di imminente segnalazione del suo nominativo nei Sic.

Il Garante, nel motivare il provvedimento (relatore Giuseppe Chiaravalloti) con il quale ha imposto alla finanziaria di far cancellare dal Sic i dati relativi al finanziamento del suo vecchio cliente, ha ricordato che il Codice di deontologia e buona condotta per sistemi informativi (www.garanteprivacy.it, doc. web n 1556693) prevede che, in caso di ritardi nei pagamenti, il consumatore debba essere sempre avvisato preventivamente dell’imminente segnalazione in centrali rischi e che tali banche dati debbano contenere solo informazioni personali esatte e aggiornate.