Monitor rivolto verso i Clienti: multato un negozio per violazione della privacy


Perché due negozianti del centro di Ferrara dovranno pagare 12.750 euro per un monitor del sistema di videosorveglianza rivolto nella direzione sbagliata?

Fatti

All’inizio di aprile 2012, nel negozio di cui sopra si è presentato il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, che ha accertato l’installazione:

  • di una telecamera che riprende la zona vendita, ingresso e banco cassa (e fin qui, con le dovute Informative e la debita autorizzazione della Direzione Provinciale Lavoro, nulla di male)  
  • e di un monitor rivolto verso l’area di vendita visibile, quindi, da tutti i Clienti.

Contestazione

La collocazione del monitor rende fruibili e accessibili a terzi non autorizzati le immagini riprese e, pertanto, si pone in violazione della disciplina di protezione dei dati personali.

Cosa dice la Legge?

La normativa di riferimento è il Codice Privacy e il Provvedimento in materia di videosorveglianza – 8 aprile 2010.

Le misure minime di sicurezza (la cui ratio è quella di ridurre al minimo necessario i dati personali trattati per realizzare la finalità individuata dal Titolare del trattamento, in questo caso, le immagini raccolte per finalità di sicurezza dei locali aziendali) che ogni Titolare di trattamento è tenuto ad adottare devono ridurre al minimo i rischi di

  • distruzione e di perdita, anche accidentale, 
  • di accesso non autorizzato
  • di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini (artt. 31 e ss. del Codice).

Nel caso del negozio di Ferrara, non solo non erano state attentamente selezionate e designate per iscritto le persone fisiche, incaricate del trattamento, autorizzate a visionare le immagini (art. 30 del Codice), ma alle immagini stesse potevano persino accedere tutti gli avventori nel negozio.

Rischi

La mancata adozione delle misure minime di sicurezza e il trattamento illecito di dati personali sono sanzionati:

  • sia in sede amministrativa col pagamento di una sanzione amministrativa da 10.000 €  a 120.000 €
  • sia in sede penale con l’arresto fino a due anni

 

 

 

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