Videosorveglianza: basta il consenso dei Lavoratori?


A parere della Corte di Cassazione, si: basterebbe una semplice liberatoria con la quale i singoli Lavoratori autorizzassero le riprese. 

La domanda è: quale il senso dell’Art.4 dello Statuto dei Lavoratori?

Quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro, ai sensi dell’art. 4 della l. n. 300/1970, gli impianti e le apparecchiature, “dai quali può derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti”

Dunque, il senso appare al limite dell’ovvietà: come può essere garantita una libera scelta da parte dei dipendenti (“nudi alla meta” davanti all’imprenditore) al netto del filtro protettivo di una RSU o della Direzione Territoriale del Lavoro competente?

Il “nuovo pensiero” della Corte di Cassazione (Sentenza n°22611, 11 giugno 2012)

“Se è vero – come è innegabile – che la disposizione di cui all’art. 4 intende tutelare i lavoratori contro forme subdole di controllo della loro attività da parte del datore di lavoro e che tale rischio viene escluso in presenza di un consenso di organismi di categoria rappresentativi (RSU o commissione interna), a fortiori, tale consenso deve essere considerato validamente prestato quando promani proprio da tutti i dipendenti.”

E così è caduta l’ipotesi di reato a carico di un’imprenditrice, accusata di aver violato l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori a fronte dell’installazione all’interno dell’azienda di “un sistema di videosorveglianza composto da quattro telecamere due delle quali inquadranti direttamente postazioni di lavoro fisse”, poiché tutti i dipendenti avevano precedentemente firmato un documento esplicito di autorizzazione alle riprese ed era stata predisposta un’adeguata cartellonistica in cui era segnalata la presenza delle telecamere. 

Il gioco delle tre carte: quale il “più” e quale il “meno”

Chiave del ragionamento degli ermellini è il seguente passaggio: Orbene, se è vero che non si trattava né di autorizzazione della RSU né di quella di una “commissione interna”, logica vuole che il più contenga il meno sì che non può essere negata validità ad un consenso chiaro ed espresso proveniente dalla totalità dei lavoratori e non soltanto da una loro rappresentanza.”

Probabilmente il Legislatore degli anni ’60 intendeva l’esatto contrario:

  • il “più” come accordo con le rappresentanze sindacali 
  • rispetto al “meno” paurosamente sbilanciato di un “si” a testa bassa dei singoli lavoratori.

Conclusioni

E’ solo una sentenza, verrebbe da dire. Si, certo, del Giudice di legittimità, ma pur sempre una sentenza. Al momento la normativa che regola l’installazione di un impianto di videosorveglianza dal quale può derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori rimane invariata e a nessuno dei miei Clienti mi sognerei mai di consigliare la procedura legittimata dalla Cassazione.

Per un approfondimento: “Videosorveglianza e Rapporti di Lavoro”

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3 pensieri su “Videosorveglianza: basta il consenso dei Lavoratori?

  1. Salve,
    vorrei fare una domanda un po’ specifica.
    Nel caso di un impianto di videosorveglianza già installato all’esterno di un ambiente di lavoro, dopo aver redatto la documentaione delle scelte, con il consenso di tutti i lavoratori in assenza di sindacati interni, ma senza aver presentato richiesta alla DTL.
    Se venisse fatta richiesta alla DTL ora si ricadrebbe in sanzione in quanto l’impianto è già realizzato.
    Faccio presente che le telecamere sono installate all’esterno della zona di lavoro e riprendono le pertinenze esterne per distinguere i falsi allarmi dai veri allarmi generati dall’impianto anti intrusione esterno.
    Non sono presenti nemmeno dei monitor, ma l’accesso alle immagini è possibile previo login, da pc.
    Come ci si può comportre in un caso del genere?

    Mi piace

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