Telecamere “intelligenti” contro i vandali, ma attenzione alla privacy

Video_security_iconSì ad occhi “intelligenti” contro atti vandalici e danneggiamenti a monumenti e sedi istituzionali, ma tutelando la privacy dei cittadini.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato il via libera [doc. web n. 2380059] all’utilizzo da parte del Comune di Bergamo di un sistema di controllo dei luoghi pubblici a fini di sicurezza urbana.

L’impianto di telecamere con inquadratura fissa, sottoposto alla verifica preliminare dell’Autorità, oltre a riprendere e registrare le immagini, aziona in tempo reale un allarme sul monitor della postazione di polizia in caso di permanenza prolungata di un soggetto, nelle aree adiacenti monumenti e sedi istituzionali, con l’obiettivo di consentire un eventuale pronto intervento.

In base al provvedimento generale del 2010 del Garante in materia di videosorveglianza,

l’uso di questi sistemi di ripresa “intelligenti” – che non si limitano a riprendere e registrare le immagini, ma sono in grado di rilevare automaticamente comportamenti o eventi anomali, segnalarli ed eventualmente registrarli – deve essere sottoposto alla verifica preliminare dell’Autorità.

L’uso di tali sistemi infatti risulta giustificato  solo in casi particolari, e sempre tenendo conto delle finalità perseguite e del contesto in cui i dati sono trattati. Nella sua decisione, il Garante ha osservato che il sistema, per le sue caratteristiche, non comporta in concreto un pregiudizio rilevante per i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini, in quanto, nel rilevare la presenza prolungata degli interessati nell’area adiacente i monumenti e le sedi istituzionali, ha come unico effetto quello di richiamare l’attenzione dell’operatore di polizia addetto alla centrale operativa, al fine di favorire un tempestivo intervento.

alert-icon-redLe prescrizioni del Garante

Il Garante ha però imposto al Comune di informare i cittadini in modo chiaro sulle modalità di funzionamento del sistema.

L’Autorità ha infine richiamato l’attenzione del Comune sulle misure di sicurezza da adottare, al fine di consentire, in particolare la verifica delle attività:

  • sugli accessi alle immagini o sul controllo dei sistemi di ripresa, nonché
  • sulla necessità di rispettare i tempi limitati di conservazione delle immagini registrate.

 

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Google: il Garante per la privacy avvia un’istruttoria sul rispetto della normativa italiana

google_privacy01Azione coordinata con le Autorità di protezione dati di altri 5 paesi europei

Il Garante per la privacy italiano ha aperto un’istruttoria nei confronti di Google Inc. per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali e, in particolare, la conformità dei trattamenti effettuati dalla società di Mountain View a:

  • principi di pertinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati nonché
  • agli obblighi riguardanti l’informativa agli utenti e l’acquisizione del loro consenso.

Tale iniziativa è stata assunta nell’ambito di un’azione congiunta intrapresa dalla task force, appositamente costituita, composta dalle Autorità per la protezione dei dati di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna.

Tra il marzo e l’ottobre 2012 il Gruppo che riunisce le Autorità della privacy dei 27 Paesi dell’Ue ha, infatti, analizzato la privacy policy di Google per stabilire se fosse in linea con i requisiti fissati nella Direttiva europea sulla protezione dei dati (Direttiva 95/46/CE). Le nuove regole privacy adottate da Google consentono, tra l’altro, alla società californiana di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano i servizi offerti (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni).

Alla luce dei risultati di questa analisi, i Garanti europei hanno chiesto a Google Inc. di adottare, entro 4 mesi, una serie di modifiche ritenute necessarie per assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti.

Decorso tale periodo, alcuni rappresentanti di Google Inc. hanno chiesto un incontro con la task force che si è tenuto il 19 marzo scorso, a seguito del quale tuttavia la società, nonostante avesse manifestato la propria disponibilità, non ha ancora adottato alcuna concreta iniziativa nel senso auspicato.

Ciascuna delle sei Autorità coinvolte condurrà, pertanto, ulteriori accertamenti con il formale avvio di procedimenti distinti anche se simultanei ed in stretto coordinamento tra loro.

Google non può raccogliere e trattare i dati personali dei cittadini europei senza tenere conto del fatto che nell’Unione europea vigono norme precise a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Ue. L’azione congiunta dei Garanti europei mira a riaffermare questo principio e a far sì che questi diritti vengano garantiti”  – ha commentato il Presidente Antonello Soro.  “Il Garante  italiano è da tempo impegnato sul fronte internazionale proprio per operare affinché la privacy dei cittadini europei venga rispettata, non solo dalle imprese dell’Ue, ma anche da parte dei big della Rete e da tutte le società che operano nel settore delle comunicazioni elettroniche, ovunque esse siano stabilite. Vogliamo impedire che esistano zone franche in materia di diritti fondamentali – ha concluso Soro.