Telecamere “intelligenti”: sì del Garante a Bankitalia

video_surveillance_and_physical_security_212463Telecamere “intelligenti”ammesse per tutelare la sicurezza di edifici e beni

Il Garante per la privacy ha accolto [doc. web n. 3230814] la richiesta di verifica preliminare presentata dalla Banca d’Italia relativa all’uso di sistemi di videosorveglianza intelligente da istallarsi presso le sedi dell’Amministrazione centrale e delle filiali. Lo scopo della Banca è garantire la sicurezza degli edifici e dei beni dell’Istituto in relazione agli specifici rischi connessi allo stoccaggio e alla gestione di elevate quantità di valori.

Gli impianti sottoposti alla verifica del Garante prevedono un  sistema di “alert” che si attiva a fronte:

  • del superamento di una barriera virtuale predefinita
  • o dell’accesso a determinate aree interdette
  • o del riconoscimento della presenza di persone.

Le ulteriori funzionalità del sistema che Bankitalia intende installare  (tra le quali la lettura targhe e identificazione mezzi e il conteggio delle persone)  non rientrano invece tra le ipotesi per le quali è necessario richiedere la verifica preliminare perché non prevedono la generazione di allarmi.

Anche le funzioni di “riconoscimento oggetto abbandonato” e “mancanza oggetto”, pur prevedendo l’attivazione di un allarme, non richiedono la verifica preliminare, in quanto non comportano un trattamento di dati personali.

green_globe_ok_tic_584Proporzionalità del trattamento

Alla luce della verifica effettuata, il Garante ritiene proporzionato e quindi ammissibile il trattamento dei dati personali che la Banca d’Italia intende effettuare. Esso infatti non comporta un pregiudizio rilevante per gli interessati dal momento che i sistemi sono volti esclusivamente a richiamare l’attenzione degli addetti al controllo e non ad attivare ulteriori funzionalità (ad esempio la geolocalizzazione o il confronto con dati biometrici).

In ogni caso, sulla base del Codice privacy e del provvedimento generale sulla videosorveglianza del 2010, il Garante ha richiamato la Banca d’Italia al rispetto delle  prescrizioni relative alle misure minime di sicurezza, delle indicazioni in materia di informativa agli interessati e delle garanzie previste sul controllo a distanza dei lavoratori.

Pagamenti con smartphone e tablet: più tutele per gli utenti

o2wallet-awards2Al via le nuove regole del Garante privacy: tutele per i minori, profilazione solo con consenso, dati protetti

Maggiori tutele per gli utenti che decideranno di effettuare acquisti di beni e servizi digitali utilizzando nuove forme di pagamento elettronico. Regole certe per le società del settore.

Il Garante privacy ha definitivamente adottato il Provvedimento [doc. web n. 3161560] (pubblicato ieri, 16 giugno 2014, sulla Gazzetta Ufficiale), che disciplina il trattamento dei dati personali di chi usufruisce dei cosiddetti servizi di mobile remote payment, utilizzando smartphone, tablet, pc, stabilendo un primo quadro organico di regole in grado di assicurare la protezione dei dati senza penalizzare lo sviluppo del mercato digitale.

Grazie alle nuove regole, che tengono conto anche delle indicazioni pervenute in sede di consultazione pubblica, gli utenti telefonici, sia in abbonamento sia con carta prepagata, potranno acquistare in sicurezza servizi, abbonarsi a quotidiani on line, comprare e-book, video e giochi con il proprio telefono o altri strumenti elettronici. I dati personali acquisiti per la transazione (dal numero telefonico ai dati anagrafici, dalle informazioni sul servizio o prodotto digitale richiesto all’indirizzo IP di collegamento) non potranno poi essere usati per altre finalità, come l’invio di pubblicità o analisi delle abitudini, senza lo specifico consenso degli utenti, e dovranno essere adeguatamente protetti dai rischi di uso fraudolento.

Le misure a tutela della privacy dovranno essere adottate da tutti i soggetti coinvolti nella fornitura del servizio di micropagamento:

  • gli operatori di comunicazione elettronica (ovvero le compagnie telefoniche che forniscono il servizio di pagamento tramite cellulare),
  • gli aggregatori (le società che forniscono l’interfaccia tecnologica),
  • i venditori (le aziende che offrono contenuti digitali e servizi);
  • nonché tutti gli altri soggetti eventualmente coinvolti nella transazione (come quelli che consentono, anche tramite apposite app, l’accesso al mercato digitale).

Ecco, in sintesi, le prescrizioni del Garante.

Informativa
Gli utenti dovranno essere informati sulle modalità di trattamento effettuato sui loro dati sin dalla sottoscrizione o adesione al servizio di pagamento da remoto.

Consenso
Le società non dovranno richiedere il consenso degli utenti per il trattamento dei dati relativi alla fornitura del servizio di remote mobile payment.

Il consenso è invece obbligatorio per la comunicazione dei dati personali a terzi oppure in caso di loro utilizzo per attività di marketing e profilazione.

Conservazione
I dati degli utenti trattati dagli operatori, dagli aggregatori e venditori, potranno essere conservati al massimo per 6 mesi. L’indirizzo Ip dell’utente dovrà invece essere cancellato dal venditore una volta terminata la procedura di acquisto del contenuto digitale.

Misure di sicurezza
Operatori, aggregatori e venditori saranno tenuti ad adottare precise misure per garantire la confidenzialità dei dati, quali:

  • sistemi di autenticazione forte per l’acceso ai dati da parte del personale addetto, e procedure di tracciamento degli accessi e delle operazioni effettuate;
  • criteri di codificazione dei prodotti e servizi;
  • forme di mascheramento dei dati mediante sistemi crittografici.

Ulteriori misure a tutela della privacy
Dovranno essere adottate misure al fine di impedire l’integrazione delle diverse tipologie di dati a disposizione dell’operatore telefonico (dal consumo telefonico ai dati sull’uso della tv interattiva) e di evitare la profilazione “incrociata” dell’utenza basata su abitudini, gusti e preferenze, a meno che non venga espresso uno specifico consenso informato da parte dell’utente.

I venditori, inoltre, per garantire maggiore riservatezza alle transazioni dei clienti, potranno trasmettere all’operatore telefonico solo le categorie merceologiche di riferimento dei prodotti digitali offerti senza indicazioni sullo specifico contenuto del prodotto o servizio acquistato, a meno che non sia necessario per la fornitura di servizi in abbonamento.

Dovranno essere previsti anche accorgimenti tecnici per disattivare servizi destinati ad un “pubblico adulto” e per inibirne l’accesso a minorenni.

Il Garante si riserva di intervenire nuovamente sui servizi di mobile payment tenendo conto di eventuali innovazioni, anche normative, di un settore in continua evoluzione.

Internet: Garante privacy, no ai cookie per profilazione senza consenso

image_gallery (1)In un banner le informazioni all’utente e la possibilità di scegliere quali cookie autorizzare

Stop all’installazione dei cookie per finalità di profilazione e marketing da parte dei gestori dei siti senza aver prima informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso. Chi naviga on line potrà quindi decidere in maniera libera e consapevole se far usare o no le informazioni raccolte sui siti visitati per ricevere pubblicità mirata.

Lo ha stabilito il Garante privacy con un Provvedimento generale [doc. web n. 3118884] pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, adottato al termine di una consultazione pubblica,  nel quale ha individuato modalità semplificate per rendere agli utenti l’informativa on line sull’uso dei cookie e ha fornito indicazioni per acquisire il consenso, quando richiesto dalla legge.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) dell’utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva.

Sono usati per:

  • eseguire autenticazioni informatiche,
  • monitoraggio di sessioni e memorizzazione di informazioni sui siti  (senza l’uso dei cookie “tecnici” alcune operazioni risulterebbero molto complesse o impossibili da eseguire).

Ma attraverso i cookie si può anche monitorare la navigazione, raccogliere dati su gusti, abitudini, scelte personali che consentono la ricostruzione di dettagliati profili dei  consumatori.

“Con questo provvedimento, maturato anche attraverso la consultazione dei vari stakeholder, diventa più facile il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa europea” – commenta Antonello Soro, presidente del Garante privacy. “La procedura semplificata consentirà agevolmente ai navigatori di manifestare un consenso davvero libero e consapevole”.

alert-icon-redNuovi obblighi di informazione

Per proteggere la privacy degli utenti e consentire loro scelte più consapevoli, il Garante ha dunque stabilito che, d’ora in poi  quando si accede alla home page o ad un’altra pagina di un sito web deve immediatamente comparire un banner ben visibile, in cui sia indicato chiaramente:

  1. che il sito utilizza cookie di profilazione per inviare messaggi pubblicitari mirati;
  2. che il sito consente anche l’invio di cookie di “terze parti”, ossia di cookie installati da un sito diverso tramite il sito che si sta visitando;
  3. un link a una informativa più ampia, con le  indicazioni sull’uso dei cookie inviati dal sito, dove è possibile negare il consenso alla loro installazione direttamente  o collegandosi ai vari siti nel caso dei cookie di “terze parti”;
  4. l’indicazione che proseguendo nella navigazione (ad es., accedendo ad un’altra area del sito o selezionando un’immagine o un link)  si presta il consenso all’uso dei cookie.

Per quanto riguarda l’obbligo di tener traccia del consenso dell’utente, al gestore del sito è consentito utilizzare un cookie tecnico, in modo tale da non riproporre l’informativa breve alla seconda visita dell’utente.

L’utente mantiene, comunque, la possibilità di modificare le proprie scelte sui cookie attraverso l’informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

Il modello del banner

A mero titolo di esempio, il Garante ha predisposto il seguente modello di banner disponibile anche sul  sito del Garante

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