No all’algoritmo della reputazione, viola la dignità della persona

quantificare-quadNo del Garante privacy alla banca dati on line della reputazione [doc. web n.5796783]. Il progetto per la misurazione del “rating reputazionale”, elaborato da una organizzazione articolata in un’associazione e da una società preposta alla  gestione dell’iniziativa,  viola le norme del Codice sulla protezione dei dati personali e incide negativamente sulla dignità delle persone.

L’infrastruttura, costituita da una piattaforma web e un archivio informatico, dovrebbe raccogliere ed elaborare una mole rilevante di dati personali contenuti in documenti “caricati” volontariamente sulla piattaforma dagli stessi utenti o “pescati” dal web. Attraverso un algoritmo, il sistema assegnerebbe poi ai soggetti censiti degli indicatori alfanumerici in grado, secondo la società, di misurare in modo oggettivo l’affidabilità delle persone  in campo economico e professionale.

Nel disporre il divieto di qualunque operazione di trattamento presente e futura, il Garante ha ritenuto che il sistema comporti rilevanti problematiche per la privacy a causa:

  • della delicatezza delle informazioni che si vorrebbero utilizzare,
  • del pervasivo impatto sugli interessati e
  • delle modalità di trattamento che la società intende mettere in atto.

Pur essendo infatti legittima, in linea di principio, l’erogazione di servizi che possano contribuire a rendere maggiormente efficienti, trasparenti e sicuri i rapporti socioeconomici, il sistema in esame – realizzato  peraltro in assenza di una idonea base normativa – presuppone una raccolta massiva, anche on line, di informazioni suscettibili di incidere significativamente sulla rappresentazione economica e sociale di un’ampia platea di individui (clienti, candidati, imprenditori, liberi professionisti, cittadini).

Il “rating reputazionale” elaborato potrebbe ripercuotersi sulla vita delle persone censite, influenzando le scelte altrui e  condizionando l’ammissione degli interessati a prestazioni, servizi o benefici.

Per quanto riguarda, poi, l’asserita oggettività delle valutazioni, la società non è stata in grado di dimostrare l’efficacia dell’algoritmo che regolerebbe la determinazione dei “rating”  al quale dovrebbe essere rimessa, senza possibilità di contestazione, la valutazione  dei soggetti censiti. L’Autorità nutre, in generale, molte perplessità sull’opportunità di rimettere ad un sistema automatizzato ogni decisione su aspetti così delicati e complessi come quelli connessi alla reputazione.

Senza contare, infatti, la difficoltà di misurare situazioni e variabili non facilmente classificabili, la valutazione potrebbe basarsi su documenti e certificati incompleti o viziati, con il rischio di creare profili inesatti e non rispondenti alla identità sociale delle persone censite.

Dubbi sono stati espressi dal Garante anche sulle misure di sicurezza del sistema –  basate, prevalentemente, su sistemi di autenticazione “debole” (user id e password) e su meccanismi di cifratura dei soli dati giudiziari secondo l’Autorità davvero inadeguate, specie se rapportate all’elevato numero di soggetti che potrebbero essere coinvolti e all’ingente quantitativo di informazioni, anche molto delicate, che verrebbero registrate all’interno della piattaforma.

Ulteriori criticità, infine, sono state ravvisate nei tempi di conservazione dei dati e nell’informativa da rendere agli interessati.

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Trasferimento dati in USA: decaduta l’autorizzazione “Approdo sicuro”

CALTECH-UVIC-100GB-Data-Transfer-NetworkLe imprese dovranno mettere in campo altri strumenti per tutelare i dati delle persone

Il Garante per la privacy ha dichiarato decaduta l’autorizzazione emanata a suo tempo con la quale si consentivano i trasferimenti di dati verso gli Stati Uniti sulla base del cosiddetto accordo “Safe Harbor”. Per poter trasferire dati oltreoceano, società multinazionali, organizzazioni e imprese italiane dovranno di conseguenza ricorrere alle altre possibilità previste dalla normativa sulla protezione dei dati personali.

Il provvedimento (in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) è stato adottato dal Garante a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha dichiarato invalido il regime introdotto in virtù dell’accordo “Approdo sicuro” (Safe Harbor), facendo venire meno il presupposto di legittimità per il trasferimento negli Usa di dati personali dei cittadini europei per chi utilizzava questo strumento. La decisione presa dal Garante è in linea con quanto concordato nelle settimane scorse nell’ambito del Gruppo che riunisce le Autorità della privacy dell’Ue.

Strumenti alternativi per il trasferimento

In attesa delle prossime decisioni che verranno assunte in sede europea, le imprese potranno dunque trasferire lecitamente i dati delle persone solo avvalendosi di strumenti quali, ad esempio:

L’Autorità si è comunque riservata di effettuare controlli per verificare la liceità e la correttezza del trasferimento dei dati da parte di chi esporta i dati.

Attività ispettiva privacy 2014: l’ammontare delle sanzioni sale a 5 milioni di euro

Privacy-Violazione-ImcCon 5 milioni di euro l’importo delle sanzioni applicate dal Garante privacy e riscosse dall’erario nell’anno 2014 segna un incremento di quasi un milione rispetto al 2013, circa il 20% in più. 
Principali violazioni privacy
Le sanzioni applicate a pubbliche amministrazioni e società private hanno riguardato, in prevalenza, violazioni della privacy per:
  • mancata adozione delle misure di sicurezza,
  • omessa o carente informativa,
  • uso illecito di dati personali.

Completano il bilancio  dell’attività ispettiva e sanzionatoria del Garante dello scorso anno 385 ispezioni, 577 sanzioni amministrative contestate e in via di definizione, 39 segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Settori interessati
I 385 accertamenti ispettivi, effettuati anche mediante il contributo delle Unità speciali della Guardia di finanza – Nucleo speciale privacy, hanno interessato diversi importanti settori:
  • laboratori di analisi,
  • società farmaceutiche,
  • app mediche,
  • sistema informativo della fiscalità, 
  • gestori dei nodi di interscambio dei dati Internet (Ixp),
  • banche,
  • grandi alberghi,
  • società che gestiscono i sistemi di mobile payment,
  • importanti gruppi di intermediazione immobiliare, i cosiddetti “compro oro”,
  • operatori telefonici e call center. 

Le sanzioni amministrative contestate, a seguito degli accertamenti effettuati e di quelli conclusi nel corso del 2014, si riferiscono  in prevalenza,  a casi di omessa o inidonea informativa, trattamento illecito di dati, mancata comunicazione al Garante e agli utenti di violazioni di dati personali (cd. data breach).

Segnalazioni al Garante e Magistratura
Mentre le segnalazioni inviate dal Garante all’autorità giudiziaria hanno riguardato per la maggior parte la
  • mancata adozione delle misure minime di sicurezza e
  • le violazioni connesse al controllo a distanza dei lavoratori.

Segnalati alla magistratura anche casi di:

  • accesso abusivo a sistemi informatici o telematici,
  • false dichiarazioni e notificazioni al Garante,
  • inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. 
 
Varato anche il piano ispettivo per il primo semestre del 2015 [doc. web n.3738380].
Oltre alla prosecuzione dei controlli già avviati, sono in programma 150 accertamenti – svolti sempre in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza – per verificare la regolarità dei trattamenti di dati personali effettuati nei settori:
  • del mobile payment di prossimità (es. pagamenti effettuati con una carta di credito virtuale inserita nella sim telefonica),
  • del fascicolo sanitario elettronico e dossier sanitario,
  • del telemarketing e dei call center operanti all’estero.

Particolare attenzione sarà posta anche sulla verifica del rispetto dell’obbligo di informativa agli utenti e della richiesta del consenso nei casi in cui questo è necessario.

Ai controlli programmati si affiancheranno quelli che si renderanno necessari  a seguito di segnalazioni e reclami presentati all’Autorità.

Speciale Aggiornamento Privacy 2014

alert-icon-redChi deve aggiornare il Modello Privacy?

Tutti i Titolari di trattamento devono, almeno una volta all’anno, aggiornare il Modello Privacy adottato.

 

Mapping artworkA chi si applica il Codice Privacy (DLgs 196/2003)?
 
Il Codice si applica a tutti i soggetti che effettuano trattamenti di dati personali individuati in base al Principio di stabilimento del soggetto o degli strumenti del trattamento.
Per la precisione, l’Art.  5 del Codice dispone che è soggetto alla disciplina del DLgs 196/2003:
  • chiunque è stabilito nel territorio dello Stato o in un luogo comunque soggetto alla sovranità dello Stato,
  • chiunque è stabilito nel territorio di un Paese non appartenente all’Unione europea e impiega, per il trattamento, strumenti situati nel territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici, salvo che essi siano utilizzati solo ai fini di transito nel territorio dell’Unione europea.

privacy-policy-800-shutterstock-114908371Come adempiere l’obbligo di aggiornamento?

Gli adempimenti finalizzati all’aggiornamento annuale del Sistema privacy aziendale sono previsti dal DLgs 196/2003 e dal suo Allegato B (Disciplinare Tecnico in materia di misure minime di sicurezza) e presidiati da sanzioni che vanno da un minimo di 10.000 € ad un massimo di 120.000 €.
Almeno annualmente, ogni Titolare deve:
  • Verificare le attività
 degli Amministratori di Sistema: l’operato degli amministratori di sistema deve essere oggetto, con cadenza almeno annuale, di un’attività di verifica da parte dei Titolari del trattamento o dei Responsabili, in modo da controllare la sua rispondenza alle misure organizzative, tecniche e di sicurezza riguardanti i trattamenti dei dati personali previste dalle norme vigenti;
  • Verificare la sussistenza delle condizioni per la conservazione dei profili di autorizzazione;
  • Aggiornare l’elenco di “chi fa cosa” (Incaricati e Responsabili trattamento);
  • Programmare gli interventi formativi;
  • Aggiornare le Informative complete: le notizie da indicare per legge devono essere aggiornate, specificando la data dell’ultimo aggiornamento.

 

imagesIl Nostro Documento: APA2014 (Aggiornamento Privacy Annuale)

Studio Mazzolari, dopo l’abolizione del DPS, ha messo a punto un nuovo Documento denominato APA, acronimo di Aggiornamento Privacy Annuale, al fine di garantire la compliance dei propri Clienti alla normativa di riferimento. 
L’APA, da conservare nel Fascicolo Privacy Aziendale, è così suddiviso:
  1. Elenco dai trattamenti effettuati
  2. Mansionario Privacy
  3. Incaricati e trattamenti effettuati
  4. Archivi e Database di riferimento
  5. Incaricati alla custodia degli Archivi ad accesso controllato
  6. Incaricati e archivi/database di accesso
  7. Responsabili del trattamento
  8. Verifica dell’attività degli Amministratori di Sistema
  9. Verifica dell’aggiornamento della Privacy policy online
  10. Programmazione degli Interventi formativi.

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Scarica il nostro Modello APA2014

 

 

Lotta alle violazioni della privacy: cresce l’attività ispettiva del Garante

Per il 2014 programmati controlli su call center all’estero e mobile payment

privacy_professionalsA che punto è il rispetto della privacy in Italia?

Una risposta può venire dal resoconto sull’attività ispettiva e sanzionatoria del Garante nel 2013 dalla quale risulta che

  • utenti e cittadini vengono  ancora poco informati da aziende e Pa sull’uso dei loro dati personali,  
  • sono ancora troppi i casi in cui le informazioni personali vengono usate senza il consenso degli interessati
  • c’è ancora poca attenzione alla messa in sicurezza dei dati personali da parte di chi li raccoglie, li usa e li gestisce.

 

garanteBilancio dei controlli del Garante

Il bilancio dei controlli del Garante nello scorso anno ha registrato un incremento in tutti i settori: le ispezioni effettuate sono state 411 e le somme riscosse dall’erario da parte di soggetti pubblici e privati sono state di oltre 4 milioni di euro. In forte crescita le segnalazioni all’Autorità giudiziaria  per violazioni penali che sono state 71.

Settori più controllati

I 411 accertamenti (+4% rispetto al 2012), effettuati anche mediante il contributo delle Unità Speciali della Guardia di finanza – Nucleo speciale privacy, hanno riguardato settori sui quali il Garante concentra da tempo una particolare attenzione:

  • call center e telefonate promozionali indesiderate
  • banche dati del fisco
  • credito al consumo
  • “centrali rischi”
  • sistema informativo dell’Inps
  • sanità.
  • reti telematiche con ispezioni sull’uso dei sistemi di localizzazione satellitare (gps) nell’ambito del rapporto di lavoro
  • nuovi strumenti di pagamento elettronico gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment),
  • sulle violazioni delle banche dati dei gestori tlc (data breaches)

 

pro_civProcedimenti e sanzioni

Significativo il numero di procedimenti sanzionatori avviati: 850 procedimenti, a fronte dei 578 del 2012 (con un aumento quindi del 47%).

Le sanzioni hanno riguardato, innanzitutto,

  • la omessa o inidonea informativa (476)
  • il trattamento illecito dei dati (277), legato principalmente al telemarketing e all’uso dei dati personali senza consenso

Ma i procedimenti avviati sono relativi anche :

  • alla mancata adozione di misure di sicurezza
  • alle violazioni connesse alla conservazione dei dati di traffico telefonico
  • all’omessa notificazione al Garante
  • all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità

Sono aumentate in maniera rilevante le segnalazioni all’Autorità giudiziaria salite, come detto, a 71 (con una crescita del 27% rispetto al 2012), in particolare per mancata adozione delle misure minime di sicurezza a protezione dei dati personali, per violazioni riguardanti il  controllo a distanza dei lavoratori, per trattamento illecito dei dati, false dichiarazioni e notificazioni al Garante o per inosservanza dei provvedimenti dell’Authority.

 

open-data-120214180002_mediumIl piano ispettivo per il primi sei mesi del 2014

Il Garante ha varato anche il piano ispettivo per il primo semestre 2014.

Il piano prevede  la prosecuzione di controlli avviati lo scorso anno:

  • grandi banche dati pubbliche, in particolare di enti previdenziali e dell’amministrazione finanziaria
  • gestione delle reti pubbliche di accesso a Internet in  wi-fi
  • marketing telefonico
  • mobile payment

Il piano prevede anche  l’avvio di ispezioni in ambiti particolarmente significativi per numero o delicatezza dei dati trattati:

  • i call center delocalizzati in Paesi extra Ue
  • i sistemi di profilazione dei consumatori
  • le aziende farmaceutiche
  • i centri di assistenza tecnica e recupero dati

Accertamenti verranno svolti anche sul rispetto dei nuovi obblighi da parte di società telefoniche e Internet provider in caso di violazione ai loro data base a causa di attacchi informatici o eventi avversi (data breaches).

Circa 200 gli accertamenti ispettivi programmati, che verranno effettuati anche in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza. A questi accertamenti si affiancheranno quelli che si renderanno necessari in ordine a segnalazioni e reclami presentati e le altre verifiche per accertare il rispetto dei principali adempimenti previsti dalla normativa.

Pagamenti via smartphone e tablet: le regole del Garante privacy per tutelare gli utenti.

article-1350709-0CBA01E6000005DC-786_634x427Informativa sull’uso dei dati, misure di sicurezza forti, conservazione a tempo: chi usa smartphone e tablet per acquistare servizi, abbonarsi a quotidiani on line, comprare  e-book, scaricare  a pagamento film o giochi sarà più garantito.

Arrivano le regole del Garante per proteggere la privacy degli utenti che, tramite il proprio credito telefonico, effettuano pagamenti a distanza avvalendosi del cosiddetto mobile remote payment.

L’uso di questa nuova forma di pagamento, che è destinata a raggiungere in breve tempo una notevole diffusione e che accentua i processi di smaterializzazione dei trasferimenti di denaro, comporta infatti il trattamento di numerose informazioni personali (numero telefonico, dati anagrafici, informazioni sulla tipologia del servizio o del prodotto digitale richiesto, il relativo importo, data e ora dell’acquisto), in alcuni casi anche di natura sensibile.

Obiettivo del provvedimento generale dell’Autorità, dunque, è quello di garantire in un mercato del pagamento sempre più dinamico, un trattamento sicuro delle informazioni che riguardano gli utenti  e prevenire i rischi di un loro uso improprio.

Le direttive del Garante sono rivolte ai tre principali soggetti che offrono servizi di mobile payment:

  • operatori di comunicazione elettronica, che forniscono ai clienti un servizio di pagamento elettronico tramite cellulare, o con l’uso di una carta prepagata oppure mediante un abbonamento telefonico;
  • gli aggregatori (hub), che mettono a disposizione degli operatori tlc e internet e gestiscono la piattaforma tecnologica per l’offerta di prodotti e servizi digitali;
  • i venditori (merchant), che offrono contenuti digitali e vendono servizi editoriali, prodotti multimediali, giochi,  servizi destinati ad un pubblico adulto.

Ecco, in sintesi, gli adempimenti che dovranno adottare le tre categorie di operatori coinvolti.

Informativa
I provider telefonici ed internet e i venditori dovranno informare gli utenti specificando quali dati personali  utilizzano  e per quali scopi.

Per tale motivo dovranno rilasciare l’informativa al momento dell’acquisto della scheda prepagata o della sottoscrizione del contratto di abbonamento telefonico ed inserirla nell’apposito modulo predisposto per la portabilità del numero. Gli aggregatori, che operano per conto dell’operatore telefonico, potranno predisporre una apposita pagina con la quale fornire l’informativa e la richiesta del consenso al trattamento dei dati.

Consenso
I provider telefonici e internet e gli aggregatori, che operano per conto di questi in veste di responsabili del trattamento, non dovranno richiedere il consenso per la fornitura del servizio di mobile payment.

Il consenso è invece obbligatorio, sia per gli operatori che per i venditori, nel caso vengano svolte attività di marketing, profilazione, o i dati vengano comunicati a terzi. Se i dati utilizzati sono sensibili, occorrerà richiedere uno specifico consenso.

Misure di sicurezza
Operatori, aggregatori e venditori saranno tenuti ad adottare  precise misure per garantire la confidenzialità dei dati, quali:

  • sistemi di autenticazione forte per l’acceso ai dati da parte del personale addetto, e procedure di tracciamento degli accessi e delle operazioni effettuate;
  • criteri di codificazione dei prodotti e servizi;
  • forme di mascheramento dei dati mediante sistemi crittografici.

Dovranno essere adottate misure per scongiurare i rischi di incrocio delle diverse tipologie di dati a disposizione dell’operatore telefonico (dati di traffico, sul consumo, relativi alla rete fissa, relativi alla fornitura di servizi etc.) ed evitare la profilazione incrociata dell’utenza basata su abitudini,  gusti e  preferenze. Da prevedere anche accorgimenti tecnici per  disattivare servizi destinati ad un pubblico adulto.

Conservazione
I dati degli utenti trattati dagli operatori, dagli aggregatori e venditori, ivi compresi gli sms di attivazione e disattivazione del servizio, dovranno essere cancellati dopo 6 mesi.

L’indirizzo Ip dell’utente dovrà invece essere cancellato dal venditore una volta terminata la procedura di acquisto del contenuto digitale.

Per la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico coinvolti nelle operazioni di mobile payment si dovranno rispettare i periodi di tempo previsti dal Codice privacy (… i dati relativi al traffico telefonico, sono conservati dal fornitore per ventiquattro mesi dalla data della comunicazione, per finalità di accertamento e repressione dei reati, mentre, per le medesime finalità, i dati relativi al traffico telematico, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni, sono conservati dal fornitore per dodici mesi dalla data della comunicazione)

Prima del varo definitivo del provvedimento, l’Autorità ha deciso di sottoporre il testo a una consultazione pubblica: soggetti interessati, associazioni di categoria degli imprenditori e dei consumatori, università, centri di ricerca, potranno far pervenire contributi e osservazioni al Garante per posta o attraverso la casella di posta elettronica appositamente attivata: consultazionemp@gpdp.it

 

 

Tv interattiva e Internet: limiti alla profilazione dei Clienti

mapp-mid-imageIl Garante non ha ritenuto lecita una nuova modalità di profilazione dei propri clienti proposta da una società di telecomunicazioni basata sul monitoraggio della loro navigazione Internet. Ha invece dato alla stessa società il via libera – ma a precise condizioni – ad un sistema finalizzato ad analizzare le attività dei clienti dei servizi di Tv interattiva.

 

imagesProfilazione dei propri clienti basata sul monitoraggio della loro navigazione Internet

L’Autorità ha risposto a una richiesta di verifica preliminare nell’ambito della cosiddetta pubblicità comportamentale (targeted advertising) e dei servizi personalizzati su Internet: la società fornitrice del servizio di connessione chiedeva di poter analizzare il comportamento on line dei navigatori, senza aver acquisito il loro consenso, al fine di proporre pubblicità mirate.

La compagnia sosteneva di poter procedere a tale trattamento in quanto i dati personali dei singoli utenti, prima di essere utilizzati venivano resi anonimi, e solo in seguito analizzati.

Dai riscontri del Garante è però emerso che il processo che avrebbe dovuto celare l’identità del cliente era per sua natura reversibile, tanto che i servizi di profilazione svolti dalla società telefonica avrebbero potuto consentire di proporre all’utente offerte calibrate proprio sulla sua vita on line.

L’Autorità ha quindi vietato l’attivazione del progetto che, così come presentato:

  • potrebbe effettuarsi solo con la preventiva acquisizione dello specifico consenso degli utenti e, comunque,
  • sempre previa verifica preliminare da parte del Garante sul rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e correttezza del trattamento dati.

 

image_gallerySistema di analisi delle attività dei clienti dei servizi di Tv interattiva

La stessa telco aveva sottoposto al Garante un’altra verifica preliminare nella quale chiedeva invece di poter monitorare – per finalità commerciali, pubblicitarie e di customer care –  l’attività degli abbonati ai servizi di Tv interattiva.

La società proponeva in particolare di analizzare, una volta  richiesto il loro consenso, i dati trasmessi sul cosiddetto “canale di ritorno”, ovvero la connessione che consente all’utente di interagire con la piattaforma Tv per accedere a programmi, scrivere messaggi o commenti, configurare specifiche funzionalità e servizi.

In questo caso, il Garante ha approvato il progetto: la società dovrà comunque adottare precise misure a tutela della privacy delle persone interessate, tra cui:

  • l’analisi dei dati non potrà scendere a livelli di dettaglio eccessivi, ma dovrà limitarsi a creare gruppi di profilazione basati su macrocategorie di consumo (ad es. film d’azione, commedie…) e con un periodo di analisi non inferiore alla settimana;
  • i dati sensibili – come i gusti sessuali o gli orientamenti politici del cliente – potranno essere usati:
    • solo se strettamente connessi a uno specifico bene o prodotto richiesto dall’utente
    • solo dopo aver ottenuto il consenso scritto dell’interessato e la specifica autorizzazione dell’Autorità.

 

cross-sellNo alla profilazione incrociata

Nel corso dell’istruttoria il Garante ha anche rilevato che la società utilizzerebbe per analizzare le abitudini dei clienti della TV interattiva la stessa piattaforma software usata per i clienti del servizio fonia.

Tale sistema – pur adottando forme di mascheramento dei dati identificativi dei clienti – consentirebbe di incrociare i dati dei vari servizi, con il rischio di diventare uno strumento particolarmente invasivo e sicuramente sproporzionato rispetto alle finalità prospettate dalla società.

Per questo motivo, l’Autorità ha chiesto l’adozione di ulteriori misure di sicurezza e accorgimenti che impediscano forme di “profilazione incrociata” tra gli utenti telefonici e quelli televisivi.