Sull’autobus una telecamera che registra gli incidenti

bus-driver-1Sì alle telecamere sugli autobus per registrare gli incidenti, ma no alle registrazioni audio.

Il Garante per la privacy ha autorizzato la società concessionaria del servizio di trasporto pubblico locale di Bergamo e di altri ventisette comuni dell’area urbana ad installare sul parabrezza anteriore dei propri veicoli un dispositivo che in caso di incidenti consente di registrare le immagini  della sede stradale e quelle della zona interna del mezzo di trasporto, nei venti secondi precedenti e successivi all’evento

Con l’impiego di questo sistema di rilevazione  –   che non riprende il conducente  –   la società tramviaria intende agevolare la ricostruzione dei sinistri in cui sono coinvolti gli autobus, salvaguardare quindi i beni aziendali e indirettamente  accrescere la sicurezza di utenti e dipendenti. 

Hand_Do_NotLe prescrizioni del Garante

Nel dare il via libera l’Autorità ha chiesto però ulteriori garanzie.

  • Il sistema non dovrà registrare le conversazioni a bordo dell’autobus e i passeggeri dovranno essere informati della sua presenza anche attraverso cartelli con disegni stilizzati,  ben visibili sui mezzi di trasporto.
  • La società inoltre, dovrà rendere interamente “trasparenti” i trattamenti di dati personali effettuati portandoli a conoscenza dei dipendenti e in particolare dei conducenti dei veicoli.
  • Un’informativa dettagliata rivolta alla collettività  dovrà essere pubblicata anche sul sito web, nelle registrazioni, infatti, oltre i passeggeri potrebbero essere ripresi i conducenti di altri veicoli o altre persone presenti sulla sede stradale. 
  • Alla società infine,  è stato ordinato di predisporre meccanismi di integrale cancellazione automatica delle informazioni allo scadere  del termine (24 mesi)  previsto dal codice civile  per far valere  eventuali pretese  di risarcimento danni prodotti dalla circolazione dei veicoli e di adottare adeguate misure di sicurezza per preservare l’integrità dei dati e  prevenire accessi abusivi da parte di personale non autorizzato
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Sì alla televigilanza, ma senza violare i diritti dei lavoratori

disrupters-video-network-optixBloccato impianto video di un’ importante catena commerciale. Il servizio di televigilanza, con scopo di anti-taccheggio e anti-rapina, non deve consentire forme di controllo a distanza dei lavoratori. Gli esercenti devono segnalare adeguatamente la presenza di telecamere e affidare la gestione del servizio a guardie giurate.

Queste le indicazioni del Garante che, in seguito all’attività ispettiva condotta dalla Questura di Genova, ha bloccato il trattamento dei dati effettuato tramite il sistema di videosorveglianza installato in un esercizio di un’importante catena commerciale.

Dalle verifiche effettuate è emerso che la società aveva violato in più punti l’accordo che era stato sottoscritto con i sindacati per l’installazione delle telecamere sul luogo di lavoro.

Una videocamera, ad esempio, invece che essere utilizzata per finalità di sicurezza, inquadrava il sistema di rilevazione degli accessi dei dipendenti, consentendo quindi – in contrasto con quanto sottoscritto dall’azienda e con lo stesso Statuto dei lavoratori – il controllo a distanza dei lavoratori.

Le immagini registrate risultavano poi accessibili con modalità diverse da quelle concordate. Non erano in regola neppure i cartelli con l’informativa semplificata utilizzati per segnalare la presenza dell’impianto di videosorveglianza: non solo non contenevano tutte le informazioni necessarie, ma erano in numero esiguo e, a volte, collocati in posizione non chiaramente visibile (ad es. alle spalle di un espositore).

Dai riscontri della Questura è emerso, inoltre, che l’impianto di videosorveglianza era stato affidato in gestione a un consorzio di ditte esterne che utilizzava per il servizio personale non qualificato. Chi effettuava il controllo delle immagini:

  • era privo della licenza prefettizia di “guardia particolare giurata”, necessaria per poter svolgere funzioni anti-rapina e anti-taccheggio, e
  • non era stato designato incaricato del trattamento dei dati personali.

 

Hand_Do_NotL’intervento del Garante

Il Garante della privacy:

  • ha imposto all’esercente di provvedere a sanare tutte le violazioni riscontrate e
  • ha bloccato il trattamento dei dati effettuato attraverso il sistema di videosorveglianza.

Ha anche trasmesso copia degli atti e del provvedimento all’autorità giudiziaria al fine di valutare gli eventuali illeciti penali commessi.